Rete regionale dei servizi
La rete promossa dal progetto ERVIS non coinvolge esclusivamente i Centri di assistenza alle vittime di reato, ma si fonda sulla collaborazione tra una pluralità di soggetti istituzionali e del Terzo Settore impegnati nel sostegno alle persone offese da reato.
Tra i partner e i servizi che operano in raccordo con i Centri riveste un ruolo particolarmente significativo la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato (linkabile), organismo che sostiene persone e famiglie colpite da eventi criminosi particolarmente gravi attraverso l’erogazione di contributi economici.
La presenza della Fondazione all'interno della rete consente di ampliare le opportunità di aiuto offerte alle vittime, favorendo l'orientamento verso misure di sostegno complementari rispetto ai servizi di ascolto, accoglienza e accompagnamento garantiti dai Centri. In questo modo la rete regionale si configura come un sistema integrato di risposte, capace di mettere in relazione competenze, risorse e interventi diversi, con l'obiettivo comune di garantire una presa in carico sempre più efficace e personalizzata delle vittime di reato.
Per raggiungere questo obiettivo ilo progetto realizza diverse azioni integrate, finalizzate sia al rafforzamento delle competenze degli operatori dei centri generalisti di assistenza alle vittime di reato sia alla costruzione di collegamenti tra servizi, istituzioni, Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato, Centri di assistenza alle vittime.
1. Formazione a tutti i soggetti che professionalmente si occupano di reato
È stato realizzato un laboratorio regionale di formazione, articolato in due livelli di approfondimento e rivolto alle principali figure professionali che, a diverso titolo, entrano in contatto con le vittime di reato:
- operatori delle Forze dell'Ordine;
- avvocati;
- assistenti sociali;
- operatori del Terzo Settore;
- professionisti dell'ambito sanitario e socioassistenziale.
L'iniziativa ha consentito di sviluppare un linguaggio comune e una maggiore conoscenza reciproca tra i diversi soggetti coinvolti nell'assistenza alle vittime, favorendo la costruzione di relazioni professionali e operative sul territorio.
A conclusione del percorso è stato predisposto un Vademecum operativo contenente indicazioni pratiche per l'avvio e l'organizzazione di Centri di assistenza alle vittime di reato conformi ai principi della Direttiva Europea 2012/29/UE.
Sensibilizzazione e sviluppo di reti territoriali
A partire dai contatti e dalle collaborazioni nate durante il percorso formativo, sono stati organizzati incontri territoriali finalizzati a:
- rafforzare il dialogo tra istituzioni, servizi e organizzazioni del Terzo Settore;
- promuovere la conoscenza dei Centri per le vittime di reato;
- favorire la costruzione di reti locali di presa in carico e orientamento;
- accompagnare i territori interessati nell'attivazione di nuovi servizi dedicati alle vittime.
2. Accompagnamento e sostegno ai Centri per le vittime di reato
Il progetto prevede un'attività di accompagnamento, consulenza e supporto continuo rivolta ai Centri coinvolti nella rete ERVIS
Sono stati avviati momenti di ascolto e confronto con i referenti dei diversi Centri al fine di individuare criticità, esigenze e bisogni operativi emersi durante l'attività quotidiana di assistenza alle vittime.
L'analisi dei fabbisogni ha consentito di progettare interventi personalizzati di supporto e formazione, calibrati sulle specifiche necessità di ciascun Centro.
3. Verso procedure e strumenti condivisi
Un importante risultato del percorso di rete è stata la promozione di pratiche operative comuni tra i diversi Centri come la definizione di una modulistica comune la raccolta delle informazioni durante la fase di accoglienza delle vittime, comprensiva della documentazione relativa alla privacy.
È stato inoltre illustrata la possibilità di usufruire di un sistema gestionale adottato dalla rete, utile per raccogliere dati omogenei e costruire una base informativa condivisa. Questo strumento permette di monitorare aspetti fondamentali quali:
- numero di persone accolte;
- genere delle vittime;
- tipologie di reato subite;
- numero di minori assistiti;
- provenienza territoriale degli utenti.
L'adozione di strumenti comuni rappresenta un passaggio fondamentale per garantire una maggiore uniformità degli interventi, facilitare lo scambio di esperienze e migliorare la capacità della rete regionale di rispondere ai bisogni delle vittime di reato.
Una rete regionale sempre più forte
Fondazione e sportelli rappresentano oggi due strumenti complementari all’interno di una rete territoriale ampia e articolata – unica in Italia - che coinvolge istituzioni regionali e locali, Comuni, servizi sociali e sanitari, centri antiviolenza, associazioni del territorio, forze dell’ordine, autorità giudiziaria e realtà della società civile. Un sistema integrato che mette in relazione competenze diverse per garantire ascolto, tutela, orientamento e sostegno concreto alle vittime di reato e ai loro familiari.
Grazie alle attività di formazione, sensibilizzazione, consulenza e accompagnamento, il progetto ERVIS contribuisce a rafforzare le connessioni tra enti locali, servizi pubblici, professionisti e organizzazioni del Terzo Settore, creando le basi per una rete regionale stabile, efficace e orientata alla tutela delle vittime di reato.
L'obiettivo finale è garantire alle persone vittime di reato un accesso sempre più semplice e qualificato ai servizi di supporto presenti sul territorio
